“Alla festa della rivoluzione”, Anzil presenta a Roma il film su Fiume e D’Annunzio
08/04/2026
È stato presentato a Roma, nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, il film “Alla festa della rivoluzione”, diretto da Arnaldo Catinari e dedicato all’impresa di Fiume e alla figura di Gabriele D’Annunzio. All’anteprima ha partecipato in videocollegamento il vicepresidente e assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil, che ha sottolineato il valore storico e culturale dell’opera.
Il film, sostenuto dalla Friuli Venezia Giulia Film Commission con un contributo di 300mila euro, sarà distribuito nelle sale a partire dalla prossima settimana. Un progetto che intreccia memoria storica e linguaggio cinematografico, riportando al centro una vicenda che ha segnato profondamente il Novecento italiano ed europeo.
Un racconto storico tra identità e memoria
Al centro della narrazione si colloca l’episodio dell’occupazione di Fiume nel 1919, guidata da D’Annunzio, figura complessa e simbolica di una stagione attraversata da tensioni politiche, aspirazioni ideali e trasformazioni profonde. Il film restituisce questo contesto con uno sguardo che punta a ricostruire non solo gli eventi, ma anche le atmosfere e le contraddizioni di quel periodo.
Anzil ha evidenziato come l’opera contribuisca a mantenere viva una memoria storica che continua a influenzare l’identità di interi territori, offrendo al pubblico una chiave di lettura utile per comprendere dinamiche ancora oggi rilevanti.
Il tema del confine come elemento centrale
Uno degli aspetti più significativi del film riguarda il concetto di confine, elemento che nel Friuli Venezia Giulia assume un valore identitario profondo. Il confine viene rappresentato non come linea di separazione, ma come spazio di incontro tra culture, lingue e sensibilità diverse, capace di raccontare la complessità della storia europea.
In questa prospettiva, la vicenda di Fiume si inserisce in un quadro più ampio, diventando occasione per riflettere sulle relazioni tra territori e sulle trasformazioni geopolitiche che hanno segnato l’area adriatica.
Il ruolo del territorio nel linguaggio cinematografico
Le riprese, realizzate nel 2024 in diverse località del Friuli Venezia Giulia, contribuiscono in modo determinante alla costruzione visiva del film. Udine, con il suo centro storico, insieme a Trieste e Gorizia, offre scenari che rafforzano l’impatto narrativo e restituiscono un’immagine coerente con il contesto storico rappresentato.
Il coinvolgimento diretto del territorio non si limita alla dimensione estetica, ma diventa parte integrante del racconto, valorizzando il patrimonio culturale e paesaggistico della regione.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di sostegno al cinema, attraverso la quale il Friuli Venezia Giulia si conferma come spazio produttivo e culturale capace di attrarre e sostenere opere di rilevanza nazionale.
Articolo Precedente
Grande distribuzione, il Triveneto si conferma motore strategico della crescita
Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.