Nautica, dalla Regione Fvg 1,8 milioni per il settore: incentivi e nodi da sciogliere
03/03/2026
Un pacchetto da 1,8 milioni di euro per sostenere il comparto della nautica nel 2026, con l’obiettivo di rafforzare un segmento che rappresenta una componente significativa dell’economia costiera regionale.
Le risorse messe a disposizione dalla Regione Friuli Venezia Giulia sono state al centro di un incontro convocato dall’assessore alle Attività Produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, alla presenza di operatori e portatori d’interesse, per fare il punto sull’attuazione della legge regionale di settore e sui bandi collegati.
Il confronto ha evidenziato come lo stanziamento costituisca un segnale di attenzione, ma anche come alcune criticità strutturali richiedano interventi più ampi, nei quali sarà determinante il coinvolgimento dei soggetti privati.
Incentivi alle Pmi e applicazione della legge
Tra le priorità individuate figura il sostegno alle piccole e medie imprese della nautica, attraverso contributi a fondo perduto pari al 25% degli investimenti. Una misura che, nelle intenzioni, dovrebbe favorire l’ammodernamento delle strutture e l’innovazione dei servizi offerti nei porti turistici e nelle marine.
Nel corso dell’incontro è emersa tuttavia la necessità di rivedere la percentuale di copertura, ritenuta da parte degli operatori non sempre sufficiente a rendere pienamente accessibili le agevolazioni, soprattutto per le realtà di dimensioni più contenute. Un eventuale incremento dell’intensità del contributo potrebbe rendere lo strumento più efficace, stimolando interventi che oggi rischiano di essere rinviati.
L’analisi si è concentrata anche sull’andamento dei bandi e sulle modalità di assegnazione delle risorse, con l’intento di semplificare le procedure e garantire tempi certi, condizione essenziale per la programmazione degli investimenti.
Relitti, ormeggi e manutenzioni: le criticità aperte
Accanto agli incentivi, restano aperte questioni operative che incidono sulla funzionalità delle infrastrutture portuali. Tra queste, la presenza di imbarcazioni abbandonate nelle marine, un fenomeno che comporta problemi ambientali, di sicurezza e di gestione degli spazi.
La rottamazione dei relitti non sempre può essere attuata con immediatezza, poiché i proprietari mantengono diritti sui beni, anche in assenza di utilizzo. Per superare questa situazione di stallo, secondo l’assessore Bini, sarà necessario un intervento normativo chiarificatore da parte del Governo, capace di definire procedure più snelle per la rimozione delle barche abbandonate.
A questo dovrà affiancarsi l’elaborazione del masterplan sugli ormeggi, già previsto, che consentirà di mappare le postazioni e individuare eventuali occupazioni abusive. Uno strumento utile per programmare gli spazi in modo più efficiente e garantire una gestione ordinata delle concessioni.
Il quadro delineato restituisce un settore che dispone di risorse dedicate e di un impianto normativo specifico, ma che necessita di interventi coordinati tra pubblico e privato per affrontare criticità strutturali e consolidare la competitività della nautica regionale.
Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.