Pensioni Inps, Chiandussi: “Accrediti in ritardo, norma anacronistica. Va cambiata subito”
18/02/2026
«A gennaio lo slittamento è stato di cinque giorni a causa delle festività; accadrà anche a maggio e ad agosto. Nell’epoca dell’intelligenza artificiale e dei bonifici istantanei i pensionati devono attendere l’accredito nel primo giorno “bancabile” se il primo del mese è festivo. È una regola anacronistica che mette in difficoltà chi è già fragile».
Con queste parole il presidente di Anap Fvg, Pierino Chiandussi, interviene sul tema dei ritardi nell’accredito delle pensioni Inps quando il primo giorno del mese coincide con un festivo o con il fine settimana.
Slittamenti già avvenuti e nuovi ritardi in vista
A inizio anno gli accrediti bancari sono arrivati il 5 gennaio, con uno slittamento di cinque giorni rispetto alla data ordinaria. La stessa situazione – evidenzia Chiandussi – si ripresenterà nel corso del 2026:
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a maggio, con accredito il 3 del mese;
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ad agosto, con accredito il 4.
La causa è una norma che prevede l’erogazione nel primo giorno “bancabile” qualora il primo del mese sia festivo. Una disposizione che, secondo Anap, non tiene conto delle possibilità offerte dagli strumenti di pagamento moderni.
“Tecnologia avanzata, regole superate”
Chiandussi parla di una condizione «assurda nell’epoca dell’intelligenza artificiale e del bonifico istantaneo», sottolineando come anche pochi giorni di ritardo possano creare difficoltà concrete a molti pensionati, specie a coloro che vivono con margini economici ridotti.
L’associazione degli artigiani pensionati ha sollevato la questione anche a livello nazionale, chiedendo un intervento normativo urgente. «Oltre a essere una questione etica – afferma – si tratta di un segnale di attenzione verso gli anziani, che passa anche attraverso scelte pratiche come questa».
Il presidente Anap Fvg richiama inoltre esempi internazionali: in Paesi come Germania e Stati Uniti, se il primo giorno del mese è festivo, le pensioni vengono accreditate il giorno lavorativo precedente.
L’appello al Governo
«È legittimo chiedersi perché, mentre altrove si adottano misure per tutelare i pensionati, qui a pagare il prezzo di rigidità normative siano sempre i soliti noti», conclude Chiandussi, sollecitando il Governo a modificare rapidamente la norma vigente.
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Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.