Vini top, Scoccimarro: «Sostenibilità e identità nel modello Friuli Venezia Giulia»
24/02/2026
Il vino come espressione culturale, presidio del paesaggio e leva economica. È il messaggio rilanciato a Trieste dall’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, all’energia e allo sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, intervenuto al “Gran Galà dei vini Top – Esperienze di Vitae 2026”, ospitato al Generali Convention Center. Un appuntamento che ha riunito circa cento aziende selezionate dall’Associazione italiana sommelier per i punteggi ottenuti nella guida nazionale, alla presenza del vicepresidente Ais Marco Aldegheri.
«Il vino non è solo qualità, ma un modello di sviluppo che coniuga sostenibilità e storia: in ogni bottiglia c’è l’identità del nostro territorio e la tutela dell’ambiente passa anche attraverso la salvaguardia delle superfici agricole di pregio», ha affermato Scoccimarro, tracciando un legame diretto tra produzione enologica e gestione responsabile del suolo.
Territorio e tutela: la filiera come presidio del paesaggio
Nel Friuli Venezia Giulia la viticoltura ha modellato colline, altipiani e fasce costiere, costruendo nel tempo un equilibrio tra attività agricola e paesaggio. La salvaguardia delle superfici agricole di pregio, richiamata dall’assessore, riguarda un tema concreto: evitare che aree vocate alla coltivazione vengano sottratte alla loro funzione per usi alternativi che ne compromettano valore e continuità produttiva.
La filiera vitivinicola, in questa prospettiva, diventa un presidio ambientale. Investire nella terra significa mantenere viva una trama di competenze, cura agronomica, gestione idrica, manutenzione del territorio. «Investire nella terra non è solo un business, ma un atto di tutela del territorio: è fondamentale evitare l’utilizzo delle aree agricole per scopi diversi dalle coltivazioni d’eccellenza», ha ribadito Scoccimarro, collocando il comparto dentro una strategia più ampia di sostenibilità.
L’eccellenza celebrata a Trieste non è soltanto un risultato enologico; è l’esito di una cultura produttiva che tiene insieme tradizione e innovazione, con una crescente attenzione a pratiche agronomiche responsabili, riduzione dell’impatto ambientale e valorizzazione delle specificità locali.
Economia, turismo e visione internazionale
Il settore vitivinicolo regionale si muove lungo tre direttrici: qualità certificata, attrattività turistica e capacità di competere sui mercati esteri. Le aziende premiate dall’Ais rappresentano una punta avanzata di un sistema che genera occupazione, promuove il territorio e rafforza l’immagine del Friuli Venezia Giulia come area ad alta vocazione enogastronomica.
Scoccimarro ha riconosciuto le complessità dello scenario internazionale, tra dinamiche geopolitiche e oscillazioni dei mercati, ma ha espresso fiducia nella solidità del comparto e nella professionalità dei produttori. La Regione, ha assicurato, continuerà a sostenere investimenti e iniziative orientate alla qualità e alla promozione della storia vitivinicola locale.
Un passaggio significativo è stato dedicato al Carso e alla zona del Prosecco, realtà diverse per caratteristiche pedoclimatiche e identità stilistica, accomunate da un forte radicamento territoriale. In queste aree il vino assume una funzione narrativa: racconta confini, culture, microclimi, tradizioni familiari.
Il “Gran Galà dei vini Top” ha così offerto una fotografia di un comparto che guarda avanti senza smarrire le proprie radici, consapevole che la competitività futura passerà dalla capacità di coniugare redditività, tutela del paesaggio e coerenza con gli obiettivi ambientali europei.
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Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.