FameLab Trieste 2026, vincono Monti-Guarnieri e Pratolini
27/04/2026
È l’astrofisica dei raggi cosmici a prendersi la scena di FameLab Trieste 2026, la selezione locale del talent internazionale della comunicazione scientifica andata in scena il 23 aprile al Teatro Miela. A conquistare il primo posto è stato Pietro Monti-Guarnieri, dottorando in fisica delle astroparticelle all’Università di Trieste e all’INFN Trieste, seguito da Roberta Pratolini, dottoranda dell’Università di Udine. Saranno loro a rappresentare Trieste alla finale nazionale di FameLab Italia, in programma in autunno.
Tre minuti per portare la scienza fuori dai laboratori
L’appuntamento triestino ha confermato la formula che negli anni ha reso riconoscibile il format: diciotto concorrenti, tre minuti a disposizione, nessun margine per perdersi in tecnicismi o spiegazioni chiuse agli addetti ai lavori. Sul palco del Miela, davanti a una sala affollata, i partecipanti hanno trasformato argomenti complessi in racconti rapidi, chiari e capaci di tenere insieme rigore e leggerezza.
La serata è stata condotta da Simone Kodermaz, fisico, violinista e vincitore della prima edizione triestina del 2013. L’organizzazione porta la firma dell’Immaginario Scientifico, insieme a Università di Trieste, Università di Udine, SISSA e Comune di Trieste, nel quadro del protocollo Trieste Città della Conoscenza, che da anni punta a rafforzare il profilo scientifico della città anche sul piano della divulgazione.
Il risultato finale premia due approcci molto diversi ma ugualmente efficaci. Da una parte la fisica raccontata con energia scenica, ironia e ritmo; dall’altra la ricerca alimentare spiegata con tono accessibile e immagini immediate, capaci di avvicinare il pubblico a temi che spesso restano confinati ai contesti universitari o specialistici.
I vincitori: raggi cosmici e nuove frontiere del cibo
Monti-Guarnieri ha convinto giuria e pubblico parlando degli effetti e delle applicazioni della fisica dei raggi cosmici. Nel suo intervento ha attraversato temi che vanno dai processi climatici alla formazione delle nuvole, fino alla tomografia muonica, scegliendo una narrazione dinamica e insolita, capace di rendere comprensibili concetti che normalmente richiedono strumenti teorici ben più complessi.
Roberta Pratolini, seconda classificata, ha invece portato sul palco le prospettive della food science, soffermandosi sulle proteine ibride e sulle possibilità aperte dalla ricerca nel settore alimentare. Il suo racconto, costruito con chiarezza e una vena narrativa leggera, ha unito scienza e quotidianità, arrivando fino all’immagine di una torta ai lamponi per rendere più vicino un tema in piena evoluzione.
Terzo posto, premio del pubblico e finale d’autunno
Al terzo posto si è classificata Smritirekha Talukdar di Area Science Park, che ha ottenuto anche il premio del pubblico. Il suo intervento ha messo in relazione neuroscienze ed energia sostenibile, intrecciando il tema della neuroplasticità con la ricerca di alternative ai combustibili fossili in una presentazione che ha colpito per brillantezza e capacità di sintesi.
A valutare i concorrenti è stata una giuria composta da Nicola Bressi del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, Vieri Candelise dell’Università di Trieste, Giulia Casasole della SISSA e Valeria Filì dell’Università di Udine. Per i due vincitori si apre ora la tappa nazionale; da lì passerà la corsa verso la finale internazionale prevista a novembre, dove il campione italiano sfiderà concorrenti provenienti da diversi Paesi. Trieste, intanto, conferma la propria capacità di unire ricerca, università e divulgazione in una manifestazione che continua a portare la scienza davanti a un pubblico ampio, curioso e partecipe.
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Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.