Lavoro, a marzo occupazione ferma al 62,4% e disoccupazione in calo
05/05/2026
Il mercato del lavoro italiano resta sostanzialmente stabile nel mese di marzo, con un tasso di occupazione fermo al 62,4% e una lieve flessione degli occupati su base mensile. È quanto emerge dal monitoraggio diffuso dall’Istat, che fotografa un quadro complessivamente statico, accompagnato però da alcune variazioni interne tra categorie e fasce d’età.
Occupazione in lieve calo, colpite donne e giovani
Nel dettaglio, gli occupati registrano una diminuzione dello 0,1% rispetto a febbraio, pari a circa 12mila unità in meno. Il calo interessa in particolare le donne, i lavoratori dipendenti a termine e gli autonomi. Coinvolte anche alcune fasce anagrafiche, tra cui i giovani tra i 15 e i 24 anni e gli over 50, a conferma di una dinamica non uniforme all’interno del mercato del lavoro.
Il dato mensile evidenzia quindi una fase di sostanziale tenuta complessiva, ma con segnali di fragilità in segmenti specifici della popolazione attiva, soprattutto tra chi si affaccia al mondo del lavoro o si trova in condizioni contrattuali meno stabili.
Disoccupazione in calo, ma cresce quella giovanile
Sul fronte della disoccupazione, il tasso complessivo scende al 5,2%, con una riduzione dello 0,1% rispetto al mese precedente. Un dato che indica una lieve contrazione del numero di persone in cerca di lavoro, ma che non riflette in modo uniforme tutte le fasce della popolazione.
In controtendenza, infatti, la disoccupazione giovanile sale al 18,6%, registrando un aumento dello 0,6% su base mensile. Un incremento che segnala difficoltà persistenti nell’inserimento lavorativo dei più giovani, nonostante la stabilità generale del sistema.
Guardando al confronto annuale, l’Istat rileva una diminuzione complessiva di circa 30mila occupati. Il dato è il risultato della riduzione dei dipendenti permanenti (-14mila) e soprattutto di quelli a termine (-142mila), a fronte di una crescita significativa dei lavoratori autonomi (+125mila), che contribuisce a riequilibrare il bilancio complessivo.
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