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Welfare aziendale: i buoni pasto restano al primo posto tra i benefit più apprezzati

15/04/2026

Welfare aziendale: i buoni pasto restano al primo posto tra i benefit più apprezzati

Nel panorama del welfare aziendale, i buoni pasto continuano a rappresentare una delle misure più apprezzate dai lavoratori. A confermarlo è l’ultima edizione del Rapporto Eudaimon-Censis, che evidenzia come quasi il 60% di chi ne beneficia li consideri tra gli strumenti più utili e concreti messi a disposizione dalle aziende.

Un dato che non sorprende, ma che acquista un significato particolare se letto alla luce delle trasformazioni economiche e sociali in corso. I buoni pasto, infatti, si distinguono per la loro immediatezza e flessibilità, caratteristiche che li rendono facilmente integrabili nella quotidianità delle persone, ben oltre l’utilizzo tradizionale legato alla pausa pranzo.

Dal ristorante al supermercato: un utilizzo sempre più orientato al risparmio

L’indagine mette in evidenza un cambiamento significativo nelle abitudini di utilizzo: circa sei buoni su dieci non vengono spesi in bar o ristoranti, ma destinati alla spesa alimentare. Una scelta che riflette una crescente attenzione alla gestione del bilancio familiare e alla necessità di ottimizzare ogni risorsa disponibile.

In questo senso, i buoni pasto assumono una funzione che va oltre il semplice benefit aziendale, trasformandosi in un supporto concreto al potere d’acquisto. La possibilità di utilizzarli nella grande distribuzione amplia il loro valore percepito, rendendoli uno strumento versatile e adattabile alle esigenze individuali.

La classifica dei benefit: sanità integrativa al secondo posto

Subito dopo i buoni pasto, tra le preferenze espresse dai lavoratori, si colloca l’assistenza sanitaria integrativa, indicata dal 57% degli intervistati. Un dato che conferma l’importanza crescente attribuita alla tutela della salute, soprattutto in un contesto in cui i tempi e i costi delle prestazioni sanitarie rappresentano spesso un elemento di criticità.

Più distanziate le altre forme di welfare: la possibilità di effettuare check-up medici annuali si attesta al 37%, mentre i buoni carburante raggiungono il 29% e quelli per l’acquisto di farmaci il 26%. Percentuali che evidenziano una gerarchia chiara nelle priorità, con una preferenza marcata per strumenti immediatamente fruibili e capaci di incidere sulla gestione quotidiana delle spese.

Il quadro che emerge suggerisce come il welfare aziendale, per risultare efficace, debba rispondere a bisogni concreti e percepiti come urgenti. I buoni pasto, grazie alla loro semplicità d’uso e alla loro utilità trasversale, continuano a rappresentare una risposta immediata a queste esigenze, confermandosi un pilastro delle politiche aziendali rivolte al benessere dei dipendenti.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.