Piano Casa, CNA e Confartigianato: “Più spazio alle piccole imprese”
20/05/2026
Procedure più snelle, regole certe e maggiore coinvolgimento delle micro e piccole imprese. Sono queste le richieste avanzate da CNA e Confartigianato durante l’audizione sul Piano Casa tenuta in Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati.
Secondo le Confederazioni, il provvedimento può rappresentare un’opportunità strategica per affrontare l’emergenza abitativa, accelerare la rigenerazione urbana e favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente. Allo stesso tempo, però, senza strumenti concreti e risorse adeguate il rischio è che gli obiettivi fissati restino difficili da realizzare.
Le richieste: meno burocrazia e tempi certi
CNA e Confartigianato giudicano positivamente alcune misure di semplificazione contenute nel decreto, in particolare la conferenza dei servizi semplificata e gli strumenti pensati per velocizzare gli interventi di recupero urbano.
Le organizzazioni segnalano tuttavia diverse criticità legate alla sovrapposizione di norme, autorizzazioni e competenze tra amministrazioni centrali e territoriali. Per questo chiedono un maggiore coordinamento tra enti pubblici, interoperabilità tra SUAP e SUE, modulistica uniforme e soprattutto tempi autorizzativi definiti.
Secondo le Confederazioni, la certezza delle procedure rappresenta un elemento indispensabile per consentire alle imprese di programmare investimenti e partecipare ai progetti senza rallentamenti burocratici.
“Il Piano Casa non favorisca soltanto i grandi gruppi”
Uno dei punti centrali dell’intervento ha riguardato il ruolo delle PMI del settore costruzioni. CNA e Confartigianato chiedono infatti che il Piano Casa non si trasformi in un’operazione accessibile esclusivamente ai grandi operatori immobiliari.
Le due associazioni propongono la suddivisione degli interventi in lotti funzionali e requisiti di partecipazione ai bandi calibrati sugli importi annuali delle lavorazioni, così da permettere anche alle imprese territoriali di accedere agli appalti.
Tra le richieste avanzate figura inoltre la riserva di almeno il 40% del valore dei lavori nei partenariati pubblico-privati a favore di ATI e consorzi composti da micro, piccole e medie imprese.
Le Confederazioni hanno inoltre ribadito la necessità di rafforzare i controlli contro dumping contrattuale, lavoro irregolare e subappalto a cascata, valorizzando i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
Energia e direttiva RED III tra le priorità
Nel corso dell’audizione è stato affrontato anche il tema della transizione energetica degli edifici. CNA e Confartigianato sottolineano come la decarbonizzazione rappresenti una sfida economica e sociale che richiede incentivi stabili, accesso agevolato al credito e strumenti capaci di sostenere gli investimenti in efficientamento energetico e fonti rinnovabili.
Le organizzazioni esprimono infine preoccupazione sugli effetti del recepimento della direttiva europea RED III. In particolare chiedono di mantenere il DM 37/08 come riferimento nazionale per la qualificazione delle imprese installatrici, evitando ulteriori passaggi burocratici che potrebbero rallentare gli interventi legati alla transizione energetica.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.