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Trieste, l’Università rilancia su innovazione e trasferimento tecnologico

22/04/2026

Trieste, l’Università rilancia su innovazione e trasferimento tecnologico

L’Università di Trieste celebra l’edizione 2026 della Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione rivendicando il ruolo dell’ateneo come ponte tra ricerca, formazione e sviluppo del territorio. Il messaggio è chiaro: la creatività non si esaurisce nell’idea, ma trova compimento quando diventa applicazione concreta, impresa, collaborazione con enti e aziende, capacità di produrre impatto sociale ed economico. In questo quadro si inserisce il lavoro sul trasferimento tecnologico, indicato dall’università come uno degli strumenti attraverso cui la conoscenza prodotta nei laboratori e nei centri di ricerca può uscire dall’accademia e diventare valore condiviso.

Il ruolo dell’ateneo tra ricerca e applicazioni concrete

A delineare questa visione è il professor Erik Vesselli, delegato della rettrice per il Trasferimento Tecnologico e i Rapporti con gli Enti di Ricerca, che richiama la necessità di mettere a disposizione della società i risultati di una ricerca condotta a livelli di eccellenza internazionale. Per l’ateneo triestino, però, il trasferimento tecnologico non coincide soltanto con la valorizzazione dei brevetti o dei progetti scientifici: riguarda anche la capacità di formare persone in grado di generare idee, affrontare problemi complessi e trasformare il sapere in iniziative utili alla collettività.

Nel ragionamento proposto dall’università, questo compito assume un valore ancora maggiore in un contesto segnato da procedure rigide, carichi amministrativi e modelli standardizzati che rischiano di comprimere la dimensione creativa. Da qui la scelta di investire su percorsi che tengano insieme formazione, co-working, accompagnamento all’imprenditorialità e relazioni strutturate con il sistema produttivo. L’ateneo sottolinea di sostenere oggi decine di start up e spin off attivi e di aver costruito oltre cento collaborazioni con enti e aziende del territorio.

L’Innovators Community Lab e i nuovi talenti dell’innovazione

Uno dei luoghi simbolo di questo ecosistema è l’Innovators Community Lab, il laboratorio di UniTS dedicato alla contaminazione tra competenze, idee imprenditoriali e innovazione applicata. Il responsabile Salvatore Dore descrive gli studenti coinvolti nelle attività dell’ICL come profili capaci di trasformare l’intuizione in azione, con un approccio segnato da autonomia, coraggio e disponibilità ad assumere rischi in maniera consapevole.

Secondo Dore, negli ultimi anni il cambiamento è stato evidente. Se in passato molti progetti ruotavano attorno a servizi digitali essenziali, oggi si assiste a una crescita di iniziative ad alto contenuto tecnologico, nelle quali strumenti come intelligenza artificiale, blockchain, robotica e realtà aumentata entrano nel lavoro quotidiano degli studenti e dei team. A mutare non è stato soltanto il livello tecnologico, ma anche la visione dei progetti: l’obiettivo non è più soltanto fare impresa, bensì affrontare problemi reali con modelli sostenibili, scalabili e capaci di produrre effetti concreti.

Un sapere aperto che guarda al territorio e alla dimensione globale

Un altro elemento messo in rilievo dall’Università di Trieste è la crescente apertura internazionale dell’Innovators Community Lab, diventato nel tempo un punto d’incontro tra studenti e talenti provenienti da contesti differenti. Il confronto tra culture, esperienze e approcci diversi viene indicato come uno dei fattori che rendono le soluzioni sviluppate più robuste e originali, rafforzando la vocazione dell’ateneo a essere un nodo di connessione tra dimensione locale e reti globali.

Nel messaggio diffuso in occasione della ricorrenza internazionale, l’università presenta così un modello che mette insieme docenti, ricercatori e studenti attorno a un’idea di conoscenza aperta, condivisa e orientata all’impatto. La creatività, in questa prospettiva, resta il punto di partenza; l’innovazione è il metodo con cui quell’energia viene organizzata, sostenuta e portata fuori dall’aula per generare sviluppo, opportunità e nuove risposte per il territorio e per la società.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.