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BCE, primo euro digitale possibile nel 2029 dopo la fase pilota

07/05/2026

BCE, primo euro digitale possibile nel 2029 dopo la fase pilota

L’euro digitale potrebbe debuttare ufficialmente nel 2029, preceduto da una fase sperimentale prevista nel 2027. È questa la prospettiva emersa a Bruxelles durante un incontro promosso dall’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, dedicato al futuro della moneta elettronica europea e agli effetti sul sistema dei pagamenti.

Il percorso resta comunque legato all’approvazione degli iter tecnici e normativi attualmente in discussione a livello europeo. Se il cronoprogramma verrà rispettato entro la fine dell’anno, la Banca Centrale Europea potrà procedere verso le successive fasi operative del progetto.

Il confronto tra banche e associazioni imprenditoriali

All’incontro organizzato nella capitale belga hanno partecipato rappresentanti del settore bancario, istituzioni europee e associazioni datoriali italiane, tra cui FIPE-Confcommercio. Il confronto si è concentrato soprattutto sulle implicazioni economiche e operative dell’introduzione dell’euro digitale per imprese, consumatori ed esercenti.

L’obiettivo della BCE è sviluppare una forma di moneta digitale pubblica che possa affiancare il contante e gli strumenti elettronici già esistenti, garantendo pagamenti immediati, tracciabili e interoperabili all’interno dell’Unione Europea.

Secondo quanto emerso durante il dibattito, la fase pilota prevista per il 2027 servirà a testare funzionamento, sicurezza informatica, capacità operativa delle infrastrutture e modalità di utilizzo da parte di cittadini e attività economiche.

FIPE: “Costi dei pagamenti ancora troppo alti per le PMI”

Nel corso dell’incontro FIPE-Confcommercio ha presentato alcune osservazioni sul progetto, soffermandosi in particolare sull’impatto che i sistemi di pagamento elettronico continuano ad avere sulle piccole e medie imprese italiane.

La federazione ha ribadito la necessità di introdurre misure capaci di ridurre i costi legati ai circuiti internazionali di pagamento, ritenuti ancora penalizzanti soprattutto per le attività di dimensioni minori.

Secondo FIPE, il futuro utilizzo dell’euro digitale dovrà accompagnarsi a regole più equilibrate per commissioni e transazioni, evitando che l’innovazione tecnologica si traduca in ulteriori aggravi economici per commercianti ed esercenti.

Il progetto dell’euro digitale rappresenta uno dei principali dossier economici seguiti dalla BCE negli ultimi anni. La moneta elettronica europea nascerebbe infatti come alternativa pubblica ai sistemi privati di pagamento digitale e alle criptovalute, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia finanziaria dell’Unione Europea e modernizzare il sistema monetario continentale.

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Annalisa Biasi

Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.