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Spesa, il prezzo pesa più della sostenibilità per gli italiani

07/05/2026

Spesa, il prezzo pesa più della sostenibilità per gli italiani

Quando si tratta di fare la spesa, gli italiani continuano a mettere il prezzo davanti alla sostenibilità. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Ipsos Doxa, secondo cui il costo dei prodotti resta il principale elemento che orienta le scelte d’acquisto per quasi sei consumatori su dieci, anche in presenza di una crescente attenzione verso temi ambientali e tracciabilità.

Secondo il report, il 79% degli intervistati considera la sostenibilità un fattore rilevante nella selezione dei prodotti da inserire nel carrello. Tuttavia, al momento dell’acquisto, il prezzo continua ad avere un peso maggiore rispetto agli aspetti etici o ambientali.

Etichette poco chiare per molti consumatori

L’indagine mette in evidenza anche le difficoltà incontrate dai clienti nella lettura delle informazioni riportate sulle confezioni. Soltanto il 39% dei partecipanti al monitoraggio ritiene infatti comprensibili le indicazioni presenti in etichetta riguardo composizione, origine e tracciabilità dei prodotti.

Un dato che conferma come la comunicazione legata alla sostenibilità venga spesso percepita come complessa o poco immediata, soprattutto nel caso di certificazioni ambientali, indicazioni sulla filiera o dettagli tecnici relativi ai processi produttivi.

Tra gli elementi che incidono concretamente sulle decisioni d’acquisto figurano anche la praticità del packaging e i materiali utilizzati per le confezioni. Il 75% degli intervistati presta attenzione alla funzionalità dell’imballaggio, mentre il 72% valuta il tipo di materiale impiegato.

Poca incidenza per sostenibilità sociale e benessere animale

Molto più contenuto, invece, l’impatto dei criteri legati alla sostenibilità sociale e al benessere animale. Secondo il report Ipsos Doxa, i prodotti che riportano indicazioni relative alla sostenibilità sociale rappresentano appena il 9% dell’offerta presente sugli scaffali e incidono solo per il 13% degli incassi complessivi.

Ancora più limitato il peso attribuito ai prodotti che dichiarano standard specifici sul benessere animale. Questa categoria riguarda appena il 2% dell’offerta disponibile e genera circa il 3% dei ricavi.

I dati fotografano dunque un consumatore che mostra interesse crescente verso temi ambientali e responsabilità produttiva, ma che continua a confrontarsi con l’aumento del costo della vita e con la necessità di contenere la spesa quotidiana. In questo scenario, il prezzo resta il criterio decisivo nella maggior parte delle scelte effettuate davanti agli scaffali dei supermercati.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.