Confcommercio alla Camera: “L’Ue metta il terziario al centro delle politiche”
09/05/2026
Più attenzione al settore terziario nelle strategie dell’Unione europea, meno burocrazia e norme più semplici per le imprese. È la posizione espressa da Confcommercio durante l’audizione davanti alla Commissione Politiche dell’Unione europea della Camera dei deputati, dedicata al programma di lavoro della Commissione europea e alla partecipazione italiana alle attività comunitarie per il 2026.
La Confederazione ha richiamato il ruolo centrale delle imprese del commercio, dei servizi e del turismo nell’economia europea, sottolineando come il terziario rappresenti oggi la componente prevalente del tessuto produttivo e occupazionale dell’Unione.
“Norme più semplici e meno oneri per le piccole imprese”
Nel corso dell’audizione, Confcommercio ha evidenziato le difficoltà generate da un quadro normativo definito complesso e poco orientato alla competitività delle imprese, soprattutto di quelle di minori dimensioni.
Tra le richieste avanzate figura una reale semplificazione regolatoria, accompagnata da una riduzione concreta degli oneri amministrativi e da un rafforzamento delle valutazioni preventive sugli effetti delle norme europee.
Secondo la Confederazione, l’attuale sovrapposizione di disposizioni legislative e le differenti modalità applicative nei vari territori rischiano di creare ulteriori difficoltà operative per le aziende meno strutturate, aumentando costi e adempimenti burocratici.
Confcommercio ha quindi chiesto un approccio più uniforme e coordinato nella definizione dei pacchetti normativi europei, per evitare disparità interpretative e complicazioni gestionali.
Energia, fondi europei ed euro digitale tra le priorità
Tra i temi affrontati durante l’incontro anche quello energetico. La Confederazione ha sollecitato una strategia europea di medio-lungo periodo capace di rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e ridurre la volatilità dei costi dell’energia.
L’associazione ha inoltre sostenuto la necessità di garantire maggiore trasparenza nei prezzi attraverso un modello basato sulla neutralità tecnologica e sulla diversificazione delle fonti energetiche.
Nel confronto con le istituzioni europee è stato affrontato anche il futuro Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Confcommercio ha ribadito la necessità di preservare il ruolo della politica di coesione, ritenuta fondamentale per valorizzare le specificità territoriali e sostenere le economie locali.
Spazio infine al tema dell’euro digitale. Per la Confederazione, i costi legati al suo utilizzo dovrebbero essere sostenuti dalla fiscalità generale, analogamente a quanto avviene per il contante. Tra le proposte avanzate figurano anche l’esenzione totale delle commissioni sui micropagamenti e una maggiore armonizzazione europea delle condizioni applicate dagli operatori.
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Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.