CNA Professioni: “Riforma urgente per oltre 1,1 milioni di autonomi”
14/05/2026
Oltre 1,1 milioni di professionisti chiedono un sistema di welfare più stabile e adeguato alle trasformazioni del lavoro autonomo. È il quadro emerso dal seminario promosso da CNA Professioni nella sede nazionale della Confederazione a Roma, dove rappresentanti delle associazioni professionali, economisti ed esperti di diritto del lavoro hanno discusso della necessità di una riforma strutturale per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS.
Al centro del confronto il crescente peso economico delle professioni non ordinistiche, accompagnato però da redditi bassi, carriere discontinue e tutele giudicate insufficienti rispetto ai cambiamenti del mercato del lavoro.
Oltre un milione di professionisti senza tutele adeguate
Secondo i dati illustrati durante il seminario, in Italia i lavoratori indipendenti sono circa 4,8 milioni, pari a oltre un quarto dell’occupazione complessiva. All’interno di questo universo, i professionisti disciplinati dalla legge 4 del 2013 superano quota 1,1 milioni e rappresentano il 30,1% delle professioni intellettuali.
Dal 2009 al 2024 il comparto ha registrato una crescita del 49,3%, confermando un’espansione costante del lavoro autonomo professionale. A cambiare è anche la composizione del settore: tra il 2015 e il 2024 la presenza femminile è aumentata del 90,6%, mentre gli under 50 costituiscono oggi il 67% del totale.
Nonostante la crescita, il reddito medio annuo dei professionisti resta fermo intorno ai 18 mila euro, elemento che secondo CNA evidenzia una condizione diffusa di fragilità economica aggravata dalla discontinuità lavorativa e contributiva.
La richiesta di una riforma del welfare
Ad aprire i lavori è stato il presidente di CNA Professioni Fabio Massimo, che ha parlato della necessità di superare le disparità esistenti tra lavoro dipendente e autonomo.
“Il lavoro professionale è oggi una componente essenziale del nostro sistema produttivo, ma il sistema di tutele non ha tenuto il passo”, ha dichiarato. “Serve una riforma strutturale che affermi un principio chiaro: a parità di contribuzione devono corrispondere pari diritti”.
Nel corso del dibattito è stato evidenziato come il welfare italiano continui a essere costruito prevalentemente attorno al lavoro subordinato, lasciando scoperti molti aspetti legati alle partite IVA e alle nuove forme di attività professionale. Tra le principali criticità segnalate figurano burocrazia, ritardi nei pagamenti, instabilità contributiva e difficoltà di accesso alle misure di sostegno.
Pensioni, Gestione Separata e nuove forme di lavoro
Ampio spazio è stato dedicato anche alla sostenibilità della Gestione Separata INPS e al tema delle future pensioni dei professionisti. Secondo diversi relatori, la combinazione tra redditi bassi e contribuzione discontinua rischia di generare una nuova fascia di vulnerabilità sociale.
Il professor Marco Leonardi dell’Università di Milano ha sottolineato il divario tra crescita del settore e qualità delle tutele disponibili, ricordando anche il peso dell’invecchiamento demografico sulla sostenibilità del welfare nazionale.
Il professor Michele Faioli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha invece richiamato l’articolo 35 della Costituzione, evidenziando la necessità di costruire strumenti capaci di garantire continuità contributiva e protezioni integrative per le carriere discontinue.
Tra le proposte avanzate durante il seminario figurano l’estensione delle tutele per malattia e maternità, il rafforzamento degli strumenti di sostegno per gli iscritti alla Gestione Separata e la creazione di un welfare “a doppio pilastro”, basato sulla previdenza obbligatoria INPS e su forme integrative dedicate a pensione, sanità e sostegno al reddito.
Nel confronto è emerso anche il tema delle trasformazioni introdotte dalle piattaforme digitali e dalle nuove normative europee, che stanno ridefinendo il confine tra lavoro autonomo e subordinato.
A chiudere i lavori è stata la vicepresidente nazionale CNA Nives Canovi, che ha definito il comparto professionale “uno sguardo sul futuro del lavoro”, sottolineando la necessità di costruire un sistema di tutele più moderno e aderente ai nuovi modelli occupazionali.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.